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Terremoto in Veneto 18 ottobre 1936

Il 18 ottobre del 1936 un terremoto pari al 9° grado della scala Mercalli  colpì la zona di confine fra le attuali province di Belluno, Treviso e Pordenone, ed ebbe i suoi massimi effetti a sud dell’altopiano del Cansiglio nei paesi di Fiaschetti, Stevenà e Villa di Villa, dove vi furono numerosi crolli totali e diffusi crolli parziali, che resero gran parte degli edifici inabitabili.

Gravissimi danni avvennero anche a nord del Cansiglio, nella conca d’Alpago: dal 50 al 70% delle case divennero inabitabili a Puos d’Alpago, Cornei e Villa.

A Sacile, Vittorio Veneto e in altre località delle vallate del Livenza e del Meschio vi furono crolli parziali e lesioni in gran parte delle abitazioni; gravi danni si verificarono anche a Belluno, Conegliano, San Vito al Tagliamento e in altri 40 paesi circa.

A Bolzano e a Venezia caddero vecchi intonaci e alcuni fumaioli. L’area di risentimento fu molto vasta: la scossa fu avvertita fortemente a Trento, Padova, Trieste e, in generale, in tutto il nord Italia, in Slovenia, Austria e Svizzera; verso sud fu sentita fino nelle Marche meridionali e in Umbria.